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DOMANDE – RISPOSTE

Arrivando in Comune cerco ogni giorno nelle telefonate e nell’email le domande che i cittadini mi pongono sulla situazione. A molte domande rispondo direttamente per strada quando faccio “lo sceriffo”, nel tentativo di convincere gli irriducibili a restare a casa. Altre volte scrivo una lettera pubblicandola sul sito e in altri luoghi virtuali per spiegare i comportamenti da tenere. Fatto questo, scopro che sui social (così si usa chiamare oggi le arene di dibattito tra i partecipanti a un servizio) girano altre questioni (a volte a me sembrano insulti ma, per ora soprassiedo, tornerò su queste dichiarazioni una volta terminato questo brutto periodo per difendere la mia onorabilità e quella della mia Amministrazione, tanto nulla si può cancellare) e le questioni sono ricorrenti, sempre le stesse. A qualcuno questi social sembrano la vita reale ma la vita reale è un’altra. Chi ha voluto ha scelto la vita reale e, invece di stare dietro uno schermo, si è offerto volontario e sta dando una grande mano ai bisuschiesi.

Cosa fa il Comune in tutto questo? Ha sospeso tutti i lavori, li ha rimandati a dopo la fine dell’epidemia. Ha sospeso tutte le riunioni e chiesto agli amministratori di intervenire da casa e ai lavoratori di lavorare in smartworking, come si usa dire oggi, lasciando in comune un solo impiegato per volta con la deviazione delle chiamate sui cellulari. Evidentemente Polizia e Operatore ecologico sono sempre sul campo così come le ditte di raccolta e smaltimento rifiuti o della manutenzione dell’acquedotto e dei servizi cimiteriali. In Comune si trovano il Sindaco, il Vicesindaco e l’Assessore ai Servizi alla Persona soprattutto per le attività del COC di cui parleremo più sotto. Nel frattempo si portano avanti le progettazioni e si svolge l'amministrazione ordinaria che ogni impiegato porta avanti da casa.

In municipio funziona il C.O.C., il Centro Operativo Comunale diretto dal Sindaco e composto da Assessori e Funzionari del Comune. Il COC si occupa di controllare la diffusione di COVID-19 tra la popolazione, in rapporto con i Medici di Base operanti a Bisuschio, con l’ATS Insubria e la Prefettura di Varese. Organizza l’assistenza alle persone malate e a quelle poste in quarantena fiduciaria o obbligatoria. In collaborazione con la Protezione Civile pensa a tutte le necessità di queste persone, dalla consegna dei farmaci agli acquisti di prodotti alimentari oltre alle altre eventuali necessità. Inoltre collabora con tutti i volontari che si stanno prodigando per le spese degli anziani che non devono uscire di casa e incoraggia i servizi di consegna farmaci e altri beni necessari ai cittadini. Controlla, per quanto possibile, il rispetto delle regole da parte dei cittadini attraverso le Forze dell’Ordine.

Questo lo dico per evitare che qualcuno possa pensare che il Comune si riduca alle “chiacchiere del sindaco”. Ma veniamo ora alle questioni di massima attenzione sui social.

Cos’è una mascherina? È un mezzo che può impedire di lanciare le nostre goccioline di saliva sugli altri. Da sempre i medici, chirurghi, dentisti o di altre specialità, le usano per evitare di infettare i propri pazienti. Va ricordato che le mascherine non soddisfano appieno questo compito: tra le più sofisticate, le FFP3, hanno una efficacia dell’80%; significa che il 20% passa! Sicuramente le mascherine non sono un mezzo di difesa, per difendersi veramente occorre uno scafandro, lo avrete visto nelle immagini televisive. Se una gocciolina cade in unocchio oppure sulla mano e poi ci tocchiamo naso bocca occhi o orecchie, ecco che il virus è entrato nel nostro corpo. In più, la vita di una mascherina è breve: l’usa e getta è efficace per poche ore, le più sofisticate poco di più. Non mi va di prendervi in giro consegnandovene una o qualcuna. Abbiamo davanti ancora molte settimane: a cosa servirebbero? Non è forse meglio impegnarci a darle a chi lavora in ospedale, nelle case di riposo o chi deve assistere persone fragili? Quante dovremmo consegnarne a 4400 persone del territorio comunale per più di un mese? E come potremmo consegnarle? Chiedervi di passare in comune quando invece vi devo dire di rimanere a casa? Oppure consegnarle casa per casa attraverso i volontari, sottraendoli così al servizio di assistenza?

Per essere onesto vi dico che una vera difesa viene dalla distanza tra le persone. Le goccioline di saliva non arriverebbero all’altra persona rispettando la distanza. E qui ancora ricordo che esistono dieci regole semplici che dovremmo ricordare tutti.

Altra questione affrontata, di cui ho già lungamente trattato, che torna regolarmente all’attenzione: la disinfestazione. Si favoleggia di operazioni di pulizia in vari comuni forse riferendosi a immagini di repertorio. A chi me lo ha chiesto ho spiegato nei dettagli. L’Istituto Superiore di Sanità, scienziati, medici, autorità sanitarie hanno ripetuto più volte che lavare le strade con prodotti chimici non serve a combattere il virus e quindi ha il risultato di inquinare l’ambiente riversando ettolitri di veleni nelle falde acquifere che poi forniscono l’acqua che usiamo nella vita quotidiana. In più, ragioniamo: laviamo le strade ma i marciapiedi e i cigli delle strade, le aiuole, i muri a cui ci appoggiamo, le recinzioni delle case, i giardini e i prati su cui passiamo? Dovremmo lavare tutte le superfici con cui entriamo in contatto… quando forse sono gli oggetti di vita quotidiana che potrebbero essere più pericolosi. Pensiamo alla tastiera dei bancomat, alle maniglie dei negozi, agli scaffali… Non mi va di prendervi in giro spargendo candeggina o soffiando vapore a destra e sinistra. Certamente le aziende specializzate la pensano diversamente ma, onestamente, quelle da me interpellate mi hanno detto che l’effetto pulizia, se ci può essere, il giorno successivo è già sparito!

Perciò vi voglio ricordare: il Comune di Bisuschio sta portando avanti, come tutti gli altri comuni, l’attività di sorveglianza e di lotta all’epidemia. L’importante sarebbe rispettare le regole preziose e semplicissime che dall’inizio dell’epidemia ci intestardiamo a ripetere (lavare le mani, non toccarsi occhi, naso ecc.ecc.).

La distanza tra le persone è la regola più importante perché ogni contatto è un possibile contagio.

Per questo, contro ogni principio di democrazia (a cui teniamo come alla nostra salute e a quella dei nostri cari), ci è chiesto di restare a casa. Forse ancora per settimane o per mesi. Ma questo è l’unico modo per salvare noi stessi, i nostri cari, il nostro paese, l’Italia intera, l’Europa, forse la razza umana.

Giovanni Resteghini

Il Sindaco di Bisuschio e tutta l’Amministrazione comunale

Ultimo aggiornamento

Sabato 11 Luglio 2020