Una parola usata spesso

...

In questi giorni una parola ricorre spesso nei dialoghi e nei discorsi che mi capita di fare in Comune.

Sia che parli con i cittadini che vengono da me per segnalare problematiche o per prospettare soluzioni, sia che dialoghi con i lavoratori comunali, questa parola ritorna inesorabilmente. Sovente negli incontri con gli altri amministratori dentro e fuori dal nostro comune mi capita di impiegare la stessa parola.

È una parola che sempre volentieri ho ripetuto a me stesso e agli altri. Credo che per prima sia stata mia nonna ad usarla in mia presenza. Più tardi ricordo un vecchio maestro di scuola che me la trasmise in uno dei primi giorni della mia carriera scolastica quando da allievo passai dall’altra parte della cattedra. E per molti anni ho cercato di trasmetterla ai giovani con i quali mi sono trovato a lavorare e, verso la fine del mio servizio, ho cercato di passarla ai mie colleghi.

È una parola, che come molti vocaboli della lingua italiana, possiede diversi significati e, in varie occasioni, potrebbe essere presa per ambigua. Le diverse sfumature che essa presenta illustrano la grande versatilità della nostra lingua ma, se mal interpretata, potrebbe ingenerare malintesi. Il contesto in cui essa può essere usata ne determina in genere il vero significato. Anche se, in ultima analisi, non va dimenticato che il vero significato delle parole potrebbe essere inteso in maniera diversa dalle orecchie che le odono e dal cervello ad esse collegato.

Non voglio tirare ulteriormente in lungo questa premessa e vengo alla parola in questione: pazienza. Per ognuna delle cose, dei gesti, delle intenzioni che esprimiamo durante la nostra vita sociale, la pazienza è un elemento essenziale che permette agli eventi di prendere la vita nel verso migliore. Non intendo qui usare la parola pazienza nella sua versione che porta verso la sopportazione, la rassegnazione, l’accettazione, la docilità, la mansuetudine anche se queste sfaccettature della pazienza sono utili e positive in certe situazioni. Vorrei piuttosto propendere verso significati che portano alla calma, alla tolleranza, alla pacatezza, alla costanza, alla perseveranza, alla pervicacia, alla diligenza, alla precisione, alla meticolosità, alla accuratezza, alla attenzione, alla minuzia (e, se mi è permesso, ai lati positivi della mansuetudine, della docilità, della accettazione).

Insomma, è questo che invito tutti a sposare come regola di vita sociale: dialogo con pazienza nel senso di scambio con rispetto. Tempo e disponibilità sono alla base di ogni soluzione possibile.