IV Novembre

...

DISCORSO PRONUNCIATO IL 2 NOVEMBRE 2014 AL MONUMENTO AI CADUTI IN OCCASIONE DEL GIORNO DELL’UNITÀ NAZIONALE E DELLA GIORNATA DELLE FORZE ARMATE

Ci incontriamo oggi in occasione del primo giorno di pace dopo la Prima Guerra Mondiale. Ci incontriamo per solennizzare il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. Ringrazio le Autorità presenti, il Reverendo Parroco, il Vicesindaco, gli Assessori, i Consiglieri Comunali, la Polizia Locale, i Carabinieri, la Protezione Civile, gli Alpini, i Bersaglieri, i Combattenti e reduci, le Associazioni tutte, il Corpo Musicale Valceresio, la rappresentanza delle scuole e del Consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi di Bisuschio. Un grazie particolare alle concittadine e i concittadini presenti così numerosi.

Dopo aver ascoltato il racconto del Capitano Lussu ben poco possiamo aggiungere sulla Prima Guerra Mondiale di cui ricorre quest’anno il centenario dello scoppio. Iniziata come guerra lampo, divenne ben presto una logorante guerra di posizione espandendosi per tutta l’Europa e anche fuori. Divenne, nel linguaggio popolare, “la grande guerra” e si combatté su diversi fronti terrestri, aerei e marini.

Per il nostro Paese la guerra prese il via nel maggio 1915 e, durante il primo anno, sul fronte italo-austriaco si contarono 250.000 morti, in grande maggioranza giovani venuti dal Sud e mandati a morire in trincea. Bisognerà arrivare al 1917, dopo la disfatta di Caporetto, per riorganizzare l’esercito e decidere le sorti della guerra a sfavore delle forze austriache. La crisi di Austria e Germania porterà alla loro capitolazione nel 1918. La guerra terminerà così a novembre, il 4 in Italia, l’11 negli altri Paesi. A quel punto erano caduti 600.000 italiani.

Le problematiche che avevano portato alla guerra quattro anni prima erano ancora irrisolte. E il Paese era ricoperto di macerie materiali e morali. Difficile trovare una famiglia che non avesse avuto un caduto, un ferito grave, un figlio, un fratello, un padre morto in combattimento. E quante famiglie accolsero di ritorno dal fronte un parente provato da atroci esperienze, distrutto nell’intimo dallo spavento, uno dei tanti “scemi di guerra” come erano definiti i militari colpiti dalla sindrome da guerra, lo shock da combattimento.

L’Amministrazione comunale di Bisuschio è convinta che la ricorrenza del Centenario della Prima Guerra Mondiale sia l’occasione per onorare la memoria in funzione di una educazione alla pace e alla convivenza. Da ora e sino al 2018 tante saranno le occasioni per ricordare. Già settimana prossima abbiamo assicurato il nostro contributo a una serata organizzata dalla parrocchia.

Per far sì che le varie iniziative siano coerenti e ottengano la giusta visibilità l’Amministrazione comunale ha deciso di costituire un comitato che da ora al 2018 sovrintenda alle diverse proposte e ai progetti. Il dottor Silvano Pisani, stimato medico e già sindaco di Bisuschio, da appassionato studioso di storia potrà presiedere il comitato. Il Cavaliere al Merito della Repubblica Giovanni Savio, ricompensato il 27 dicembre 2012 per le benemerenze acquisite, darà lustro con la Sua presenza al comitato stesso. Nei prossimi giorni prenderò contatto per ottenere i nominativi dei rappresentanti nel comitato dei gruppi consiliari, delle Forze dell’Ordine, delle associazioni combattentistiche, degli Alpini, dei Bersaglieri, dei Partigiani, delle associazioni di cittadini, della parrocchia, delle scuole per poi darne comunicazione al Signor Prefetto.

Ringrazio ancora tutti e, in coerenza con quanto disse nel 1917 l’allora Pontefice papa Benedetto XV definendo la guerra “una vergogna dell’umanità”, concludo dicendo: viva la pace!